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In evidenza“Vorrei che fosse Amurri” – una serata per ricordare Antonio Amurri

“Vorrei che fosse Amurri” – una serata per ricordare Antonio Amurri



È stato Giancarlo Ratti, attore noto al grande pubblico per le sue performance in diverse fiction televisive ma soprattutto grazie alla leggendaria trasmissione radiofonica Il ruggito del coniglio, ad aprire lo spettacolo dedicato ad Antonio Amurri, Vorrei che fosse Amurri, ospitato il 18 dicembre ad Officina Pasolini HUB. Poche righe sulla definizione di umorismo scritte dallo stesso Amurri (“il senso dell’umorismo è un pesante fardello da portare se non si ha senso dell’umorismo”) che hanno aperto una serata completamente dedicata ad uno dei più importanti autori italiani, che ha prestato il suo talento  in maniera trasversale per la televisione (è stato autore di programmi storici quali Gran varietà e Canzonissima), la radio e la musica, distinguendosi anche per i tanti libri umoristici, che hanno avuto spesso protagonista la sua famiglia. E sono proprio i deliziosi racconti sulla vita familiare, tratti da Come ammazzare la moglie, e perchéCome ammazzare il marito senza tanti perché; Vita in famiglia e molti altri ad aver guidato il lungo percorso attraverso il quale amici e colleghi artisti hanno voluto ricordare Antonio Amurri.

Una lunga traversata cominciata con il racconto di quando il giovane Antonio lavorava alle Ferrovie dello Stato “ma in ufficio disegnava solo vignette” – ha ricordato la figlia Valentina, che insieme alla sorella Roberta ha ideato la serata – che è proseguita attraverso i suoi scritti, le sue canzoni, e alcune interviste che hanno permesso di ricostruire insieme alla carriera anche la vita di Amurri, “un papà affettuoso che ha lasciato un grande vuoto fra noi così come nel mondo dello spettacolo”.  E infatti sono stati molti gli artisti che hanno riposto alla chiamata, portando sul palco di Officina il proprio ricordo di Amurri e rievocando inevitabilmente quel pezzo d’Italia ingenua e ottimista che attraverso i primi programmi televisivi si affacciava alla modernità. A rileggere le sue pagine più divertenti sono stati Sandra Collodel, Augusto Fornari, Giancarlo Ratti, Emanuele Salce, Chiara Salerno, mentre Luca Barbarossa, Tosca, Greta Panettieri, Gegè Telesforo, Enzo Pietropaoli, Eleonora Bianchini, Stefano Masciarelli,  Maria Pia de Vito, accompagnati dalla Social Band di Stefano Cenci con Frances Alina Ascione, hanno riproposto le sue canzoni più famose, da Vorrei che fosse amore, a  Piccolissima serenata, a Stasera mi butto e molte altre. Ospiti d’onore della serata sono stati inoltre Renzo Arbore, che ha reso omaggio ad Amurri cantando al pianoforte Tipi da spiaggia ed Enrica Bonaccorti, che ha condotto insieme a Valentina Amurri l’intera serata, raccontando gli episodi più belli della sua amicizia con “Tonino”. C’è stato poi chi pur non essendo presente non ha rinunciato a lasciare un suo ricordo, come le gemelle Kessler, protagoniste di tanti varietà firmati da Amurri, Rita Pavone che nel 1971 ritorna in tv proprio in uno dei suoi programmi di maggior successo, Ciao Rita o Franco Nero che ha scritto una lunga lettera in cui ricorda le partite a carte con lui e Mina durante le prove del musical Camelot, ma soprattutto la personalissima filosofia di vita di una persona dotata di quel raro dono che è la leggerezza: “Tonino aveva capito, in fondo, che la vita spesso è un susseguirsi di tragedie di cui si può solo ridere”.

C.T

Foto di Roberto Mazzarelli

 

 

 

 

Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini è un Laboratorio di Alta Formazione artistica del teatro, della canzone e del multimediale della Regione Lazio attivato a partire dal 2014 attraverso finanziamenti europei e gestito da DiSCo, Ente regionale per il diritto allo studio e la promozione alla conoscenza.

 

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