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In evidenzaSezione #Canzone | “Il mondo raro” di Chavela Vargas – conversazione con Antonio Di Martino e Fabrizio Cammarata

Sezione #Canzone | “Il mondo raro” di Chavela Vargas – conversazione con Antonio Di Martino e Fabrizio Cammarata



Martedì 3 Maggio c’è stato il primo appuntamento di Officina Pasolini OFF ‪#‎Canzone‬, un ciclo di incontri con alcuni dei migliori esponenti della musica italiana. Il salotto OFF di Officina Pasolini ha avuto il piacere di ospitare Dimartino & Fabrizio Cammarata, hanno raccontato e presentato il loro particolare progetto intitolato “Un Mondo Raro” dedicato all’artista messicana Chavela Vargas. L’incontro, che ha avuto luogo ai Pini Spettinati di Roma, è stato presentato da Tiziana Tosca Donati, coordinatrice della sezione canzone di Officina Pasolini dal giornalista e musicologo Felice Liperi. Durante la serata si sono esibiti anche 5 studenti della sezione canzone e Valeria Crescenzi, cantautrice che si è diplomata lo scorso anno ad Officina Pasolini.
«Chavela Vargas è stata una delle più grandi interpreti del suo tempo. Ha cambiato la musica messicana trasformandola profondamente, asciugandola dal manierismo e diventando la voce del suo popolo; una voce che accoglie, che unisce che fa ritornare al primigenio. Se Dio ha una voce sicuramente è la sua». Non ha dubbi Fabrizio Cammarata quando parla della grande importanza che ha avuto per la sua formazione la chanteuse messicana. Un’influenza così forte da spingerlo pochi anni fa a intraprendere un viaggio in Messico alla scoperta delle radici, della storia della Vargas. Con lui anche Antonio Di Martino, “Contagiato” di amour fou per quella che Pedro Almodovar ha ribattezzato “la rude voce della tenerezza” è partito per quella terra così perduta e amata dalla cantante. È nato proprio da questo viaggio, dalle tante storie apprese sulla Vargas e dai luoghi che l’avevano ispirata l’esigenza di un disco che raccogliesse le sue canzoni più conosciute, tra queste anche Un mondo raro, la canzone da cui prende il titolo l’album: brani legati alla tradizione messicana riarrangiati e adattati in italiano.
Di questa avventura – talmente vasta da non fermarsi solo alla musica, ma che ha portato addirittura alla scrittura di un romanzo – Antonio Di Martino e Fabrizio Cammarata ne hanno parlato in anteprima ai PiniSpettinati, il palco Off che Officina Pasolini ha pensato per un ciclo di incontri dedicati alla musica italiana, coordinati da Tosca e Felice Liperi. «Siamo molto orgogliosi di poter ascoltare e poter parlare per primi di quest’opera così articolata, così intensa, che nel panorama musicale attuale rappresenta un’eccezione – spiega Tosca – viviamo nell’era della mercificazione estrema dell’arte, nell’epoca in cui anche la musica ragiona per prodotti da vendere, mortificando costantemente le idee. Poter quindi mostrare agli studenti dell’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini che si può fare musica attraverso lo studio e la ricerca è davvero molto importante; d’altra parte uno degli obiettivi del nostro Laboratorio è proprio quello di aiutare i giovani artisti che arrivano da noi a lavorare sulla musica nella sua accezione più artigianale. E questo è possibile quando si ha la possibilità di conoscersi, ma soprattutto di riconoscersi». In questo senso non ci poteva essere agnizione più felice di quella tra Antonio Di Martino e Fabrizio Cammarata, due cantautori che pur avendo alle spalle due percorsi già strutturati hanno deciso di mettersi l’uno al servizio dell’altro utilizzando la musica come strumento di conoscenza. «Ci siamo lasciati andare a questa esperienza senza saper quello che sarebbe accaduto – dichiara Di Martino – non sapevamo cosa avremmo riportato da questo viaggio, ma sapevamo che volevamo farlo. E non ci siamo sbagliati perché non appena siamo venuti in contatto con il mondo della Vargas abbiamo raccolto tantissimi spunti che ci sono serviti a raccontarla (su di lei anche in Messico sono state scritte pochissime cose). Abbiamo conosciuto amici, collaboratori di Chavela che ci hanno aiutato moltissimo. Abbiamo addirittura registrato dei brani con i “Los Macorinos”, i suoi chitarristi, in uno studio del posto, in presa diretta con due microfoni. È stato meraviglioso confrontarsi con un modo di fare musica così libero dall’ossessione della regola, del tempo e così attento all’improvvisazione della parola, al suo “spazio”; insomma riadattare in italiano le canzoni che cantava la Vargas è stata un’operazione molto naturale, anche perché questi brani ricordano molto quelli della nostra tradizione cantautorale. Tra tutti mi viene in mente Luigi Tenco». E poi c’è il libro: «Sì – racconta Cammarata – avevamo raccolto così tante notizie su Chavela Vargas che abbiamo deciso di scrivere un romanzo. D’altra parte la sua stessa vita lo è. Il libro, che abbiamo scritto a quattro mani, tiene conto dei tantissimi aneddoti che ci sono stati raccontati, che abbiamo scoperto, ma la particolarità è che alcune cose ce le siamo immaginate proprio sulla base di questi racconti. Abbiamo cercato ricostruire il rapporto fra Chavela e i suoi autori, come le arrivavano i pezzi e i locale dove si ritrovava a bere con altri artisti suoi coevi, un “luogo” spesso frequentato dal cinema americano, che vede nel Messico quella terra aspra e selvaggia dove l’uomo di frontiera va a “perdersi”. Volevamo che il libro rievocasse quello scontro tra carne e spirito, Chavela è stata tra l’altro una sciamana, che si sente palpitare in ogni sua canzone e quell’odore di Tequila che si insinua in ogni sua nota”. E di quel Messico perduto e lontano i due musicisti hanno fatto sentire l’eco suonando alcuni brani del loro “Un mondo raro” in uscita a settembre (l’uscita del romanzo è prevista per gennaio) durante la conversazione.
Al termine dell’incontro il palco dei PiniSpettinati è stato invece conquistato dai giovani artisti di Officina Pasolini che hanno fatto ascoltare al pubblico alcuni loro inediti.

Caterina Taricano

 

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Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini è un Laboratorio di Alta Formazione artistica del teatro, della canzone e del multimediale della Regione Lazio attivato a partire dal 2014 attraverso finanziamenti europei e gestito da DiSCo, Ente regionale per il diritto allo studio e la promozione alla conoscenza.

 

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