add_action('wp_footer', function () { echo ''; }, 99); felice liperi | Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini https://officinapasolini.it Canzone Teatro Multimediale Tue, 16 May 2017 10:00:27 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.6.10 https://officinapasolini.it/wp-content/uploads/2020/09/cropped-officinapasolini_icona-32x32.png felice liperi | Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini https://officinapasolini.it 32 32 FOTO: #Canzone | Viaggio in Italia https://officinapasolini.it/gallery/foto-canzone-viaggio-italia/ Tue, 16 May 2017 09:53:59 +0000 http://www.officinapasolini.it/?p=5836 I giovani artisti della sezione canzone si sono alternati sul palco proponendo al pubblico diversi brani della tradizione musicale del nostro Paese. Il concerto conclude il laboratorio di Tosca, Felice Liperi e Paolo Coletta sulla memoria musicale italiana, alla riscoperta di un repertorio di canti che hanno scandito momenti fondamentali della storia degli italiani. Supervisione musicale […]

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I giovani artisti della sezione canzone si sono alternati sul palco proponendo al pubblico diversi brani della tradizione musicale del nostro Paese. Il concerto conclude il laboratorio di Tosca, Felice Liperi e Paolo Coletta sulla memoria musicale italiana, alla riscoperta di un repertorio di canti che hanno scandito
momenti fondamentali della storia degli italiani.

Supervisione musicale di Piero Fabrizi
Mise en espace di Massimo Venturiello

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FOTO: Incontri | Partire dal Basso. Un incontro con Max Gazzé https://officinapasolini.it/inevidenza/foto-incontri-partire-dal-basso-un-incontro-max-gazze/ Wed, 19 Apr 2017 10:06:41 +0000 http://www.officinapasolini.it/?p=5611       Lo scorso 6 aprile Officina Pasolini ha proposto l’incontro con uno dei cantautori più interessanti del panorama italiano, uno dei pochi che ha saputo sempre far convivere la grande tradizione melodica con forme e stili della modernità pop. Max Gazzè, ospite di Officina Pasolini per raccontarsi come artista: i primi passi nel mondo della musica […]

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Lo scorso 6 aprile Officina Pasolini ha proposto l’incontro con uno dei cantautori più interessanti del panorama italiano, uno dei pochi che ha saputo sempre far convivere la grande tradizione melodica con forme e stili della modernità pop.

Max Gazzè, ospite di Officina Pasolini per raccontarsi come artista: i primi passi nel mondo della musica (fatti suonando il basso elettrico), il suo percorso, le sue esperienze, le sue scelte.
A dialogare con lui, anche intorno alla sua opera ‘sintonica’ Alchemaya, che ha debuttato lo scorso 3 aprile al Teatro dell’Opera di Roma, sono stati Tiziana Tosca Donati e Felice Liperi.

 

Foto di Emilia De Leonardis

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Arte popolare, fra tradizione e modernità: un incontro con Ambrogio Sparagna e Riccardo Tesi https://officinapasolini.it/news/arte-popolare-fra-tradizione-modernita/ Tue, 21 Feb 2017 14:04:22 +0000 http://www.officinapasolini.it/?p=5072 “Io sono per la resistenza, della lingua come dei dialetti. Chi lavora nel campo della musica di derivazione etnica sa bene quanto sia importante conservare insieme ai suoni la parola, perché dietro ad ogni lingua c’è un pensiero”. A parlare è Riccardo Tesi, ospite ad Officina Pasolini, insieme ad Ambrogio Sparagna, della serata dedicata alla […]

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“Io sono per la resistenza, della lingua come dei dialetti. Chi lavora nel campo della musica di derivazione etnica sa bene quanto sia importante conservare insieme ai suoni la parola, perché dietro ad ogni lingua c’è un pensiero”. A parlare è Riccardo Tesi, ospite ad Officina Pasolini, insieme ad Ambrogio Sparagna, della serata dedicata alla musica popolare Da nord a sud, l’Italia dell’organetto, che si è svolta il 6 febbraio. Un incontro moderato da Tosca e Felice Liperi in cui i due più importanti esponenti del folk italiano si sono confrontati ripercorrendo i loro esordi e la loro carriera e spiegando perché l’Italia sta vivendo un forte ritorno di attenzione verso la musica popolare che, in forme e stili diversi – Sparagna profondamente legato alla cultura agro-pastorale del Sud del Lazio, Tesi alle sonorità dell’Appennino pistoiese – hanno contribuito entrambi a rilanciare.

La questione della lingua e dei linguaggi è stato il punto di partenza di questa lunga chiacchierata, e anche Ambrogio Sparagna si è espresso sottolineando il ruolo fondamentale della parola: “la mia conoscenza della musica popolare è passata prima di tutto attraverso lo studio della poesia tradizionale. Il mio primo esame con Diego Carpitella, il famoso etnologo, fu su Costantino Nigra e i canti del Piemonte. Studiare questi testi, facendo comparazioni poetiche di fonti, mi è servito moltissimo per capire e interpretare la musica popolare e impostare il mio lavoro futuro. Un tempo i contadini sapevano Dante a memoria ma ognuno di loro lo adattava a melodie diverse, questo ci dice molto della nostra storia comune e di come la parola sia sempre superiore alla musica”.

Che la tradizione però, come disse Gustav Mahler, non debba essere “culto delle ceneri ma custodia del fuoco” è un pensiero comune ai due artisti, che hanno sottolineato come fare musica popolare, oggi, soprattutto per i giovani, significhi appropriarsi del passato per contaminare il presente, per ricercare un’identità, sempre più difficile da trovare in questo particolare momento storico. Il problema delle nuove generazioni per Riccardo Tesi è la mancanza quasi totale di curiosità: “I ragazzi di oggi non sono più curiosi. Quando ero giovane io il fermento era continuo. Personalmente ascoltavo di tutto e trovavo i suoni della musica popolare di grande freschezza, più rivoluzionari della chitarra elettrica. Mi piacevano quelle voci sgraziate e ruvide, mi sembravano più emozionanti di quelle dei cantanti rock. Adesso la massificazione, la riduzione degli artisti a pochi nomi prodotti dalle solite case discografiche, hanno portato, insieme ad un progressivo livellamento verso il basso, anche ad una riduzione della sensibilità all’ascolto e alla scoperta. E credo che trent’anni di televisione commerciale abbiano dato il loro contributo”. “I giovani che si avvicinano alla musica popolare lo fanno soprattutto per recuperare quelle radici che sentono mancare – ha spiegato Sparagna – per capire chi sono e chi potrebbero diventare. Non è un caso che fra di loro abbia molto successo la zampogna, strumento che anche più dell’organetto rivendica un’identità. In Sardegna ci sono tantissime scuole che insegnano quelle launeddas e zampogne di cui solo dieci anni fa si preconizzava la fine”.

Ma d’altronde anche nell’epoca in cui si pensava che il rock avrebbe cancellato tutta la musica precedente la musica popolare ha costituito un’importante sacca di resistenza; e sono proprio gli anni in cui Sparagna e Tesi cominciano il loro percorso artistico, il primo avvicinandosi alla Nuova Compagnia di Canto Popolare, il secondo entrando a far parte del gruppo di Caterina Bueno. L’interesse per la musica popolare secondo Tesi va ad ondate “ma non si esaurirà mai perché i messaggi veicolati da questo tipo di musica sono universali, attraversano il tempo e arrivano in maniera diretta. Non è casuale che quasi tutte le melodie folk esercitino grande fascino sui bambini”.

Durante l’incontro Ambrogio Sparagna (spesso affiancato dalla voce di Fabia Salvucci, studentessa della sezione canzone) ha proposto al pubblico diversi brani della tradizione popolare mentre Riccardo Tesi ha eseguito alcune sue composizioni. L’incontro si è concluso con un prezioso duetto dei due artisti.

Legato alla serata sulla musica popolare è stata anche la proiezione, il 7 Febbraio, del documentario di Gianfranco Pannone (a cui ha collaborato anche Ambrogio Sparagna) Lascia stare i santi, un viaggio lungo tutta l’Italia alla riscoperta delle tradizioni religiose popolari del nostro paese, un film che come ha dichiarato lo stesso Pannone “parla della necessità di riscoprire le proprie origini, la propria identità in un momento storico in cui l’occidente sta attraversando un periodo di grande crisi”.

 

Articolo di Caterina Taricano

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FOTO: Officina Pasolini incontra Ambrogio Sparagna e Riccardo Tesi https://officinapasolini.it/gallery/foto-officina-pasolini-incontra-ambrogio-sparagna-riccardo-tesi/ Wed, 08 Feb 2017 15:19:05 +0000 http://www.officinapasolini.it/?p=4938 Lunedì 6 febbraio Officina Pasolini ha avuto il piacere di ospitare Ambrogio Sparagna e Riccardo Tesi, i due massimi virtuosi dell’organetto in Italia. Durante l’incontro, moderato da Tiziana Tosca Donati (coordinatrice #Canzone) e dal critico musicale Felice Liperi, i due artisti si sono esibiti con alcuni brani del loro repertorio, ed hanno affrontato dibattito sul ruolo […]

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Lunedì 6 febbraio Officina Pasolini ha avuto il piacere di ospitare Ambrogio Sparagna e Riccardo Tesi, i due massimi virtuosi dell’organetto in Italia. Durante l’incontro, moderato da Tiziana Tosca Donati (coordinatrice #Canzone) e dal critico musicale Felice Liperi, i due artisti si sono esibiti con alcuni brani del loro repertorio, ed hanno affrontato dibattito sul ruolo dell’organetto diatonico come strumento simbolo della musica popolare e del folk revival, ed una discussione per valorizzare la nostra tradizione musicale come memoria storica delle diverse Regioni italiane.

Un tema centrale per ogni Paese che rispetti la propria memoria e cruciale in modo particolare per Officina Pasolini, che ha dedicato il corso Musica di quest’anno alla tradizione popolare e si propone di recuperare, anche in termini creativi e innovativi, gli stili e i linguaggi immortalati dai due artisti che hanno dedicato le proprie carriere a salvare dall’oblio voci e melodie della nostra memoria.
Con questi due preziosi ospiti Officina Pasolini – HUB Culturale ha inaugurato la sua lunga stagione di eventi gratuiti aperti al pubblico con concerti, incontri, piece teatrali.

Crediti foto: Alberto Calvano (studente sezione #Multimediale)

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Officina Pasolini: due appuntamenti alla scoperta delle tradizioni popolari https://officinapasolini.it/news/officina-pasolini-due-appuntamenti-alla-scoperta-delle-tradizioni-popolari/ Thu, 02 Feb 2017 13:00:03 +0000 http://www.officinapasolini.it/?p=4924     6 FEBBRAIO Officina Pasolini incontra Ambrogio Sparagna e Riccardo Tesi “Da nord a sud – l’Italia dell’organetto” h.19.00 INGRESSO GRATUITO FINO AD ESAURIMENTO POSTI Un gioioso scontro a colpi di organetti, la cultura del Sud del Lazio che sfida i suoni dell’Appennino pistoiese. Da nord a sud, l’Italia dell’organetto, è l’incontro unico tra Ambrogio Sparagna […]

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6 FEBBRAIO Officina Pasolini incontra Ambrogio Sparagna e Riccardo Tesi
“Da nord a sud – l’Italia dell’organetto”

h.19.00 INGRESSO GRATUITO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Un gioioso scontro a colpi di organetti, la cultura del Sud del Lazio che sfida i suoni dell’Appennino pistoiese. Da nord a sud, l’Italia dell’organetto, è l’incontro unico tra Ambrogio Sparagna e Riccardo Tesi, due virtuosi dell’organetto diatonico eccezionalmente insieme sul palco per testimoniare l’importanza delle nostre tradizioni, moderato da Felice Liperi e Tosca. L’appuntamento è il 6 febbraio alle ore 19 nella sede di Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini di Roma, l’innovativo progetto di alta formazione del teatro, della canzone e del multimediale guidato rispettivamente da Massimo Venturiello, Tosca e Simona Banchi.

Un’occasione preziosa – con due giganti del folk-revival – per capire perché l’Italia sta vivendo un forte ritorno di attenzione verso la musica popolare.

 

Sparagna e Tesi – che durante l’incontro si esibiranno con alcuni brani del loro repertorio – affronteranno un dibattito sul ruolo dell’organetto diatonico come strumento simbolo della musica popolare e del folk revival, ma anche una discussione per valorizzare la nostra tradizione musicale come memoria storica delle diverse Regioni italiane.

Un tema centrale per ogni Paese che rispetti la propria memoria e cruciale in modo particolare per Officina Pasolini, che ha dedicato il corso Musica di quest’anno alla tradizione popolare e si propone di recuperare, anche in termini creativi e innovativi, gli stili e i linguaggi immortalati dai due artisti che hanno dedicato le proprie carriere a salvare dall’oblio voci e melodie della nostra memoria.

 7 FEBBRAIO Officina Pasolini – Visioni “Lascia stare i santi” 
visione film e incontro con Gianfranco Pannone e Fabrizio Gifuni

h.19.00 INGRESSO GRATUITO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Legato all’incontro, e più in generale al tema dell’arte popolare sarà anche la proiezione, il 7 febbraio, del documentario di Gianfranco Pannone Lascia stare i santi, distribuito dall’Istituto Luce Cinecittà e presentato alla passata edizione della Festa di Roma, un viaggio lungo tutta la Penisola alla riscoperta delle tradizioni religiose popolari del nostro paese.

Nel film, che il regista ha realizzato in stretta collaborazione con Ambrogio Sparagna (musiche e consulenza musicale) prezioso è l’apporto dell’Archivio Luce, da cui sono tratti documentari e cinegiornali d’epoca. Il materiale di repertorio asseconda questo viaggio nel mondo della religione popolare, che con sguardo laico Pannone rimescola in un percorso emozionale tra passato e presente.

Le immagini religiose di oggi assumono un posto di rilievo in un’epoca che, come sottolinea lo stesso regista “non sembra più anelare al sacro, ma di cui nel profondo la gente sente ancora il bisogno, in Veneto come in Sicilia, nel Lazio come in Puglia”.

“Questo film parla della necessità di riscoprire le proprie origini, la propria identità in un momento storico in cui l’occidente sta attraversando un periodo di grande crisi. La modernità, il nuovo a tutti i costi, ha portato a un progressivo livellamento culturale, a quella tragedia antropologica di cui parlava Pasolini e che ci ha appunto privato delle nostre radici”.

Il regista sottolinea la volontà di parlare di un popolo, il nostro, che viveva la religione come magia, strumento utile a rendere la vita quotidiana più sopportabile e a tenere saldo appunto il rapporto dell’uomo con la natura. “Sparagna mi ha aiutato moltissimo. Mi ha guidato in questo universo festoso e mistico in cui non mancano le riflessioni dei nostri padri, i grandi intellettuali, i poeti che ci aiutano ancora oggi a interpretare la realtà – da Silone a Pasolini, da Scotellaro a Soldati, fino a Gramsci – letti da Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni”.

Teatro Eduardo De Filippo – Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini
Viale del Ministero degli affari esteri, 6 Roma
GLI EVENTI DI OFFICINA PASOLINI SONO AD INGRESSO GRATUITO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

 

Promossa dalla Regione Lazio con il Fondo Sociale Europeo in collaborazione con l’Università degli Studi Roma Tre e il Conservatorio Santa Cecilia, la nuova sede di Officina Pasolini è stata inaugurata lo scorso 30 novembre negli spazi “Ex Civis”, a due passi dal ministero degli Esteri.

Una casa per giovani artisti e allo stesso tempo un luogo pubblico integrato nella città per produrre e diffondere cultura, che con questi questi eventi inaugura una serie di incontri gratuiti che ogni mese, fino a giugno, apriranno le porte al pubblico. Tra i prossimi: il 4 e 5 marzo la rappresentazione teatrale Chantecler la favola di Edmond Rostand diretta da Armando Pugliese mentre il 29 marzo protagonista sarà la musica indipendente con ospiti d’eccezione: Giovanni Truppi, Bianco, Francesco Motta e Cassandra Raffaele, in una discussione guidata da Tosca e Niccolò Fabi.

 

AMBROGIO SPARAGNA

Figlio di musicisti tradizionali di Maranola (LT), Ambrogio Sparagna studia Etnomusicologia all’Università di Roma con Diego Carpitella e realizza con lui numerose campagne di rilevamento sulla musica popolare italiana. Nel 1976 fonda la prima scuola di musica popolare contadina in Italia presso il Circolo Gianni Bosio di Roma e nel 1984 la Bosio Big Band, un’originale orchestra di organetti.

Ha al suo attivo un’intensa attività concertistica internazionale e un’ampia esperienza di didatta realizzata anche in ambito universitario. Dal 2004 al 2006 è Maestro concertatore del Festival la Notte della Taranta. Nel 2007 fonda l’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Numerose le collaborazioni con artisti della scena musicale italiana tra i quali Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Angelo Branduardi, Peppe Servillo, Teresa De Sio, Nino D’Angelo, Simone Cristicchi, Ron, Giovanni Lindo Ferretti, Luca Barbarossa e molti altri.

RICCARDO TESI

Compositore di fama internazionale, strumentista, ricercatore dallo stile inconfondibile: queste le anime della complessa e poliedrica personalità artistica di Riccardo Tesi, tra i pionieri della riscoperta dell’organetto diatonico in Italia, strumento popolare del quale ha rivoluzionato il linguaggio e ampliato il vocabolario al di là della tradizione.

Diverse e prestigiose le collaborazioni che si sono susseguite negli anni: col malgascio Justin Valì, Daniele Sepe, con l’humor della Banda Osiris, con artisti dell’area rock come Francesco Magnelli, Ginevra di Marco (ex CSI e PGR), Piero Pelù e gli Skiantos, con il DJ Ominostanco, fino alla grande canzone d’autore italiana con Ivano Fossati, Fabrizio De Andrè, Ornella Vanoni, Gianmaria Testa, Giorgio Gaber, Carmen Consoli, Carlo Muratori,  Tosca, Luca Nesti, Cisco, Cristina Donà, Nada e Giua.

GIANFRANCO PANNONE
Gianfranco Pannone è un regista cinematografico e televisivo, dopo essersi laureato in Storia e critica del cinema all’Università La Sapienza di Roma e diplomato in Regia al Centro Sperimentale di Cinematografia. Tra il 1990 e il 1998 ha diretto e prodotto i film documentari Piccola America, Lettere dall’America e L’America a Roma, che insieme compongono la Trilogia dell’America; e successivamente Latina/Littoria (2001), film documentario di produzione italo-francese, con il quale nello stesso 2001 ha avuto il riconoscimento quale miglior opera di non-fiction al Torino Film Festival e nel 2003 al Festival del Cinema del Mediterraneo – Premio Rai.
Nel 2004 si cimenta con il film di finzione Io che amo solo te, per ritornare subito dopo al documentario con Il sol dell’avvenire 2008; ma che Storia (2010) presentato nel corso dell’edizione 2010 del Festival Internazionale del Cinema di Venezia; Scorie in libertà 2012, presentato nella sezione internazionale del Festival Cinemambiente di Torino 2012 ed Ebrei a Roma, evento Speciale all’edizione 2012 del Festival del Cinema di Roma. I suoi film più recenti sono: Sul vulcano (2014); L’esercito più piccolo del mondo (2015) Lascia stare i santi (2016).
I suoi lavori gli sono valsi partecipazioni e riconoscimenti in molti festival italiani e internazionali e la messa in onda sulle principali televisioni europee.
Gianfranco Pannone ha anche diretto alcuni spettacoli come regista teatrale, tra i quali, nel 2006,Guerra civile, presentato in quello stesso anno al Festival dei due Mondi di Spoleto.
Socio fondatore di Doc/It e attivo nell’associazione 100autori, insegna Cinema documentario al Damsdell’Università degli studi Roma Tre e regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e dell’Aquila. Saggista e autore, ha scritto con Giovanni Fasanella Il sol dell’avvenire, diario tragicomico di un film politicamente scorretto; con Mario Balsamo L’officina del reale – Fare un documentario dall’ideazione al film e Docdoc – dieci anni di cinema e altre storie.

 

 

 

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“C’è chi dice no” | conversazione con Michele Monina https://officinapasolini.it/news/ce-dice-no-conversazione-michele-monina/ Tue, 24 Jan 2017 16:30:35 +0000 http://www.officinapasolini.it/?p=4881 Che Michele Monina non abbia peli sulla lingua parlando di musica lo sappiamo da tempo. Ce lo dimostra quotidianamente la sua penna affilata di critico musicale che, indifferente alla fama, agli inchini di convenienza  e alle riverenze, non teme star e starlette e quando è il caso affonda il colpo senza pietà. E ce lo […]

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Che Michele Monina non abbia peli sulla lingua parlando di musica lo sappiamo da tempo. Ce lo dimostra quotidianamente la sua penna affilata di critico musicale che, indifferente alla fama, agli inchini di convenienza  e alle riverenze, non teme star e starlette e quando è il caso affonda il colpo senza pietà. E ce lo confermano anche la sua intensa attività di scrittore e giornalista, che ha regalato al pubblico dei fans – non solo in campo musicale – alcune tra le più belle biografie di personaggi famosi che si trovano in commercio («le più interessanti– ammette lo stesso Monina –  sono quelle non autorizzate, perché ti evitano l’approccio agiografico e ti aiutano ad indagare meglio il lato oscuro dei soggetti dei quali parli») e alcuni titoli volutamente provocatori e ironici sul mondo dello spettacolo; tra questi il più noto è certamente 10 modi per diventare un mito (e fare un sacco di soldi).

Reticenze a parlare dell’ambiente non propriamente dorato della musica quindi non ne ha avute nemmeno a Officina Pasolini, che lo ha ospitato il 29 novembre per un incontro con gli studenti di canzone moderato da Tosca, coordinatrice di sezione, e da Felice Liperi. Una lunga chiacchierata in cui il giornalista musicale ha subito precisato che per lui la critica costruttiva non esiste «una canzone o la ami o la odi e quello che odi deve essere distrutto» e che da artisti e colleghi è considerato un fastidioso Bastian contrario per la sua abitudine a dire sempre ciò che pensa. «Meglio buffone che cortigiano» ha risposto una volta ad un critico che lo accusava di storcere perennemente il naso di fronte a tutto e stroncare gratuitamente: «Preferisco esprimere liberamente e gratis il mio pensiero invece di fare marchette bene pagate per cantanti che tra qualche anno non ricorderemo più». Ma i critici deferenti sono solo la punta dell’iceberg di un sistema distorto e malato che secondo Monina sta per implodere su se stesso, che trova spiegazione nella crisi profonda che da più di vent’anni a questa parte ha travolto la discografia italiana: «Tutto è cominciato quando, di fronte al cambiamento tecnologico, l’industria musicale italiana invece di intercettare il nuovo e adeguarvisi lo ha sottovalutato e rifiutato, non comprendendone invece la grande l’importanza. Il millenium bug che avrebbe rivoluzionato ogni cosa è avvenuto negli anni anni ’90, con l’avvento dell’mp3: nessuno ha capito allora che questo nuovo supporto avrebbe portato ad un mutamento epocale della fruizione della musica, dando la possibilità a tutti di condividerla attraverso dei file in rete. A questa mancanza di lungimiranza poi si è aggiunta la televisione, che ha intravisto nell’industria musicale in crisi un affare molto allettante.

È così che è nato il mondo dei talent show. È con l’ingerenza della televisione che è iniziato un progressivo appiattimento verso il basso che ha interessato tutto il mondo della musica. I talent sono utilissimi al piccolo schermo perché rappresentano un mezzo diretto e comodo per fare ricerca di mercato. Sono stati in grado di creare un prodotto senza che ci sia davvero, perché il prodotto è il nome del cantante che vince, che vale non per la musica che produce ma per tutta la storia che nel corso del programma lo lega al pubblico». E di questo progressivo impoverimento artistico e industriale, secondo Monina, la responsabilità è anche delle radio: «Le radio sono state decisive. Hanno approfittato del vuoto di strategie dei discografici e hanno messo le mani sulle edizioni musicali, flirtando con la televisione. Si è quindi creato una sorta di circolo vizioso che ci ha trascinati al punto più basso della storia della musica leggera. E siccome si è abbassato anche il livello di chi è bravo, oggi – guarda a caso proprio in tv –  ci ritroviamo di fronte a degli improbabili duetti artistici fra grandi autori e grandi interpreti e i personaggi creati dalla televisione, che sono, come spiegavo prima, “dopati dal mercato”, come quegli sportivi che hanno un fisico scolpito ma costruito con gli anabolizzanti e non con la palestra…».

Fisici quindi che prima o poi si romperanno… «Succederà da un momento all’altro. Ed è per questo motivo che chi sta facendo un percorso artistico serio, quando arriverà quel momento dovrà farsi trovare pronto. Come in The walking dead – una delle mie serie tv preferite – il mondo della musica attualmente è popolato sia dagli zombie sia dagli umani. Chi non è stato infettato deve andare avanti per poter poi al momento giusto prendere il posto di chi non lo merita; perché la musica buona c’è, il problema è chi la gestisce male». Della rete, invece, Michele Monina parla ancora come di un luogo in cui si può trovare la giusta visibilità. E lo stesso vale per alcune importanti realtà da sempre attente alla musica emergente: «Internet offre ancora molte occasioni ai giovani artisti per farsi notare, bisogna però sapersi muovere, cercando chi sia in grado di far girare il nome nel modo giusto. Nel mondo reale poi ci sono i festival, penso a Musicultura, al premio Bianca da Ponte, al premio De Andrè, realtà che permettono ai nuovi talenti di farsi conoscere. A me è capitato di scrivere di artisti transitati per queste rassegne ed è servito molto… Il pregio delle nicchie è che non si comprimono e per questo rendono di più…».

Alla fine della lunga conversazione con gli studenti, Monina si è dedicato all’ascolto di alcuni di loro, sottolineando la grande importanza che secondo lui continuano ad avere i momenti di formazione: “Quei posti in cui non solo si apprende ma ci si sente riconosciuti per quello che si è, per incontrarsi in tutti i sensi intersecando saperi e mestiere. Il passaggio del know how è uno dei fondamenti dell’arte. Anche io ho cominciato perché qualcuno ha creduto in me e ha deciso di trasmettermi qualcosa».

 

Articolo di Caterina Taricano

 

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FOTO: Sezione #Canzone | Incontro con Michele Monina – critico e giornalista musicale https://officinapasolini.it/gallery/foto-sezione-canzone-incontro-michele-monina-critico-musicale/ Mon, 05 Dec 2016 10:49:23 +0000 http://www.officinapasolini.it/?p=4872 Lo scorso 29 novembre la sezione Canzone ha avuto il piacere di incontrare Michele Monina, critico musicale, scrittore e autore televisivo., L’incontro é moderato da Tiziana Tosca Donati, coordinatrice della sezione e Felice Liperi, docente di storia della musica. Vero e proprio “narratore trasversale”, Michele Monina spazia da sempre dalla letteratura, allo sport, passando per la musica […]

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Lo scorso 29 novembre la sezione Canzone ha avuto il piacere di incontrare Michele Monina, critico musicale, scrittore e autore televisivo., L’incontro é moderato da Tiziana Tosca Donati, coordinatrice della sezione e Felice Liperi, docente di storia della musica. Vero e proprio “narratore trasversale”, Michele Monina spazia da sempre dalla letteratura, allo sport, passando per la musica e la cultura popolare.


Photo credit: Adriano Natale (diplomato sezione Multimediale)

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Sezione #Canzone | “Il mondo raro” di Chavela Vargas – conversazione con Antonio Di Martino e Fabrizio Cammarata https://officinapasolini.it/news/il-mondo-raro-di-chavela-vargas/ Thu, 05 May 2016 08:54:35 +0000 http://www.officinapasolini.it/?p=3925 Martedì 3 Maggio c’è stato il primo appuntamento di Officina Pasolini OFF ‪#‎Canzone‬, un ciclo di incontri con alcuni dei migliori esponenti della musica italiana. Il salotto OFF di Officina Pasolini ha avuto il piacere di ospitare Dimartino & Fabrizio Cammarata, hanno raccontato e presentato il loro particolare progetto intitolato “Un Mondo Raro” dedicato all’artista messicana […]

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Martedì 3 Maggio c’è stato il primo appuntamento di Officina Pasolini OFF ‪#‎Canzone‬, un ciclo di incontri con alcuni dei migliori esponenti della musica italiana. Il salotto OFF di Officina Pasolini ha avuto il piacere di ospitare Dimartino & Fabrizio Cammarata, hanno raccontato e presentato il loro particolare progetto intitolato “Un Mondo Raro” dedicato all’artista messicana Chavela Vargas. L’incontro, che ha avuto luogo ai Pini Spettinati di Roma, è stato presentato da Tiziana Tosca Donati, coordinatrice della sezione canzone di Officina Pasolini dal giornalista e musicologo Felice Liperi. Durante la serata si sono esibiti anche 5 studenti della sezione canzone e Valeria Crescenzi, cantautrice che si è diplomata lo scorso anno ad Officina Pasolini.
«Chavela Vargas è stata una delle più grandi interpreti del suo tempo. Ha cambiato la musica messicana trasformandola profondamente, asciugandola dal manierismo e diventando la voce del suo popolo; una voce che accoglie, che unisce che fa ritornare al primigenio. Se Dio ha una voce sicuramente è la sua». Non ha dubbi Fabrizio Cammarata quando parla della grande importanza che ha avuto per la sua formazione la chanteuse messicana. Un’influenza così forte da spingerlo pochi anni fa a intraprendere un viaggio in Messico alla scoperta delle radici, della storia della Vargas. Con lui anche Antonio Di Martino, “Contagiato” di amour fou per quella che Pedro Almodovar ha ribattezzato “la rude voce della tenerezza” è partito per quella terra così perduta e amata dalla cantante. È nato proprio da questo viaggio, dalle tante storie apprese sulla Vargas e dai luoghi che l’avevano ispirata l’esigenza di un disco che raccogliesse le sue canzoni più conosciute, tra queste anche Un mondo raro, la canzone da cui prende il titolo l’album: brani legati alla tradizione messicana riarrangiati e adattati in italiano.
Di questa avventura – talmente vasta da non fermarsi solo alla musica, ma che ha portato addirittura alla scrittura di un romanzo – Antonio Di Martino e Fabrizio Cammarata ne hanno parlato in anteprima ai PiniSpettinati, il palco Off che Officina Pasolini ha pensato per un ciclo di incontri dedicati alla musica italiana, coordinati da Tosca e Felice Liperi. «Siamo molto orgogliosi di poter ascoltare e poter parlare per primi di quest’opera così articolata, così intensa, che nel panorama musicale attuale rappresenta un’eccezione – spiega Tosca – viviamo nell’era della mercificazione estrema dell’arte, nell’epoca in cui anche la musica ragiona per prodotti da vendere, mortificando costantemente le idee. Poter quindi mostrare agli studenti dell’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini che si può fare musica attraverso lo studio e la ricerca è davvero molto importante; d’altra parte uno degli obiettivi del nostro Laboratorio è proprio quello di aiutare i giovani artisti che arrivano da noi a lavorare sulla musica nella sua accezione più artigianale. E questo è possibile quando si ha la possibilità di conoscersi, ma soprattutto di riconoscersi». In questo senso non ci poteva essere agnizione più felice di quella tra Antonio Di Martino e Fabrizio Cammarata, due cantautori che pur avendo alle spalle due percorsi già strutturati hanno deciso di mettersi l’uno al servizio dell’altro utilizzando la musica come strumento di conoscenza. «Ci siamo lasciati andare a questa esperienza senza saper quello che sarebbe accaduto – dichiara Di Martino – non sapevamo cosa avremmo riportato da questo viaggio, ma sapevamo che volevamo farlo. E non ci siamo sbagliati perché non appena siamo venuti in contatto con il mondo della Vargas abbiamo raccolto tantissimi spunti che ci sono serviti a raccontarla (su di lei anche in Messico sono state scritte pochissime cose). Abbiamo conosciuto amici, collaboratori di Chavela che ci hanno aiutato moltissimo. Abbiamo addirittura registrato dei brani con i “Los Macorinos”, i suoi chitarristi, in uno studio del posto, in presa diretta con due microfoni. È stato meraviglioso confrontarsi con un modo di fare musica così libero dall’ossessione della regola, del tempo e così attento all’improvvisazione della parola, al suo “spazio”; insomma riadattare in italiano le canzoni che cantava la Vargas è stata un’operazione molto naturale, anche perché questi brani ricordano molto quelli della nostra tradizione cantautorale. Tra tutti mi viene in mente Luigi Tenco». E poi c’è il libro: «Sì – racconta Cammarata – avevamo raccolto così tante notizie su Chavela Vargas che abbiamo deciso di scrivere un romanzo. D’altra parte la sua stessa vita lo è. Il libro, che abbiamo scritto a quattro mani, tiene conto dei tantissimi aneddoti che ci sono stati raccontati, che abbiamo scoperto, ma la particolarità è che alcune cose ce le siamo immaginate proprio sulla base di questi racconti. Abbiamo cercato ricostruire il rapporto fra Chavela e i suoi autori, come le arrivavano i pezzi e i locale dove si ritrovava a bere con altri artisti suoi coevi, un “luogo” spesso frequentato dal cinema americano, che vede nel Messico quella terra aspra e selvaggia dove l’uomo di frontiera va a “perdersi”. Volevamo che il libro rievocasse quello scontro tra carne e spirito, Chavela è stata tra l’altro una sciamana, che si sente palpitare in ogni sua canzone e quell’odore di Tequila che si insinua in ogni sua nota”. E di quel Messico perduto e lontano i due musicisti hanno fatto sentire l’eco suonando alcuni brani del loro “Un mondo raro” in uscita a settembre (l’uscita del romanzo è prevista per gennaio) durante la conversazione.
Al termine dell’incontro il palco dei PiniSpettinati è stato invece conquistato dai giovani artisti di Officina Pasolini che hanno fatto ascoltare al pubblico alcuni loro inediti.

Caterina Taricano

 

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Officina Pasolini OFF #Canzone https://officinapasolini.it/news/3951-2/ Mon, 02 May 2016 11:22:41 +0000 http://www.officinapasolini.it/?p=3951 L’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini incontra: Antonio Di Martino e Fabrizio Cammarata, Levante, Paola Turci, Danilo Rea Officina Pasolini OFF #canzone è il nuovo ciclo di incontri pensato da Tosca, coordinatore della sezione, per una prospettiva sulla musica italiana. Quattro incontri moderati da lei e da Felice Liperi, giornalista, musicologo e docente di Storia […]

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L’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini incontra:

Antonio Di Martino e Fabrizio Cammarata, Levante, Paola Turci, Danilo Rea

Officina Pasolini OFF #canzone è il nuovo ciclo di incontri pensato da Tosca, coordinatore della sezione, per una prospettiva sulla musica italiana. Quattro incontri moderati da lei e da Felice Liperi, giornalista, musicologo e docente di Storia della Canzone.

Il palco scelto per queste serate è quello dei PiniSpettinati, suggestivo salotto che trova spazio in un’affascinante cornice di archeologia industriale romana.

Gli ospiti saranno Antonio Di Martino e Fabrizio Cammarata, Levante, Paola Turci, Danilo Rea.

Questi incontri daranno modo di raccontare in maniera approfondita il percorso musicale di ognuno di loro così come di far ascoltare al pubblico alcuni dei loro brani.

A conclusione delle serate i giovani artisti di Officina Pasolini presenteranno alcune canzoni scritte da loro.

 

3 maggio 2016 – Antonio Di Martino e Fabrizio Cammarata

19 maggio 2016 – Levante

10 giugno 2016 – Paola Turci

20 giugno 2016 – Danilo Rea

 

 

Ore 21.30 – PiniSpettinati

Via Campo Barbarico, 80, Roma

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