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The post Foto: Officina Pasolini Lab #Canzone e #Multimediale | 15 e 16 luglio first appeared on Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini.]]>La messa in scena finale, liberamente tratta da “Il Vantone” di Pier Paolo Pasolini, sarà curata da Massimo Venturiello. L’appuntamento è al Teatro Palladium alle ore 19.00. All’inizio della serata, fino a conclusione dell’evento, Officina Pasolini è lieta di ospitare nel foyer del teatro un desk di IncontraDonna Onlus, associazione che da anni si occupa di salute della donna, promuovendo campagne di sensibilizzazione sulla prevenzione, e che sarà a disposizione del pubblico per qualsiasi informazione a riguardo.
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“Il Vantone” di Pier Paolo Pasolini – Note di Regia di Massimo Venturiello
Il “Vantone di Plauto” è la traduzione del Miles Gloriosus fatta da Pasolini nel 1963. È una riscrittura in dialetto romanesco, dal quale esala un odore di borgata, di umanità ai margini della città, che nonostante versi nell’indigenza, ha ancora la forza di ridere, la voglia di giocare.
Questo spettacolo, che chiude il primo ciclo di lavoro con un gruppo di promettenti giovani che io stesso ho diretto si ispira a una Roma d’avanspettacolo che trova in Petrolini, ancora e sempre, uno degli interpreti più interessanti. L’ironia e la comicità di Plauto sono molto vicine a quelle di Petrolini e la penna di Pasolini li porta a braccetto in un territorio che è fortemente musicale. Ecco perché in questo spettacolo la musica e le canzoni (alcune dello stesso Pasolini: “Il valzer della toppa” “Cosa sono le nuvole” ) si inseriscono quasi spontaneamente. Ed ecco perché ho scelto questo testo, come progetto conclusivo di un percorso lavorativo, perché sono convinto che l’incontro della parola con la musica sia uno stimolo affascinante, soprattutto per questi giovani che non hanno ancora al loro attivo una grande esperienza, per mettere in gioco la propria ‘energia scenica’, per accrescere la propria ‘capacità d’ascolto’.
A questo evento parteciperanno anche i ragazzi del “settore Canzone” diretto da Tosca e quelli del “settore Multimediale” diretti da Simona Banchi.
Massimo Venturiello
The post Spettacolo finale liberamente tratto da “Il Vantone” di Pier Paolo Pasolini first appeared on Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini.]]>15 luglio 2015
#CANZONE
“Canzone Nuova”
Note e parole in forma di rosa
Concerto a cura di Piero Fabrizi e Tosca
Gli studenti della sezione canzone, a conclusione del loro percorso formativo, si esibiranno in una serata completamente dedicata all’esecuzione di alcuni brani inediti.
Ventiquattro i pezzi musicali scritti e interpretati dai giovani artisti di officina; brani sui cui è stato fatto un attento e accurato lavoro di arrangiamento. A fare da filo conduttore della serata saranno alcune poesie di Pier Paolo Pasolini, scelte e lette dagli studenti stessi in apertura del concerto.
16 luglio 2015
#MULTIMEDIALE
“Debestofff”
Immagini per raccontarsi
A cura di Maurizio Cartolano e Alessio Saglio
I momenti migliori di Officina Pasolini saranno raccontati dagli allievi della sezione multimediale all’interno di una serata che prevede la proiezione di alcuni dei lavori svolti durante il percorso didattico. Saranno mostrati i migliori trailer degli eventi fatti e alcuni video promozionali. Inoltre verranno proiettati un “video ritratto” di tutti gli studenti delle tre sezioni e il videoclip del brano di Valeria Crescenzi “Il contrario”.
The post Eventi finali delle sezioni #Canzone e #Multimediale first appeared on Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini.]]>Niccolò Fabi ha incontrato gli studenti di Officina Pasolini al Teatro Ambra alla Garbatella. A moderare l’incontro, Tosca e Felice Liperi.
foto: Roberto Mazzarelli
foto di gruppo: Simone Cecchetti
Foto di: Simone Cecchetti | Cristina Piersigilli | Giorgia Rascelli
The post Medaglia alle arti per Francesco de Gregori, Glauco Mauri, Nicola Giuliano first appeared on Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini.]]>Guarda la gallery.
The post Sesto appuntamento con Officina Pasolini Lab #Canzone | Concerto Brasil first appeared on Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini.]]>Per saperne di più clicca qui
The post Foto: Officina Pasolini Lab n.5 #Teatro | Mar del Plata first appeared on Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini.]]>E non a caso anche il romanzo Mar del Plata è una storia di eroismo, quello di un gruppo di rugbisti che, nell’Argentina della dittatura e dei desaparecidos, invece di fuggire all’estero decide di di continuare il campionato nonostante il pericolo.
Interpreti di Mar del Plata: Emanuele Baldoni, Francesco Belli, Alessandro Calamunci, Emanuele Ciambrelli, Giacomo De Cataldo, Nico Di Crescenzo, Edoardo Frullini, Francesco Furio, Emanuele Guzzardi, Giorgia Palmucci, Alessandro Patregnani, Simone Proietti Gaffi.
La pièce teatrale è a cura di Giuseppe Marini, docente di messa in scena di un testo a Officina Pasolini.
“Sono felice che il mio libro abbia trovato spazio in teatro. Il palcoscenico è il mezzo ideale per regalare alla storia che racconto un respiro quotidiano, quello che ho cercato nel corso di tutta la mia scrittura”. È con queste parole che Claudio Fava, giornalista, scrittore e sceneggiatore (tra i suoi lavori anche I cento passi, di Marco Tullio Giordana), lunedì 25 maggio ha aperto l’incontro con gli studenti di Officina Pasolini, in cui ha esposto il suo pensiero circa l’importanza che per lui ha questo progetto e il romanzo da cui è tratto (per leggere l’articolo clicca qui.)
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Franca Valeri è molto contenta di aver contribuito in modo decisivo alla nascita dell’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, di cui è Presidente onorario. Pensa sia un’esperienza fondamentale per tramandare il sapere dell’arte alle generazioni che si affacciano oggi al mondo dello spettacolo, tanto che appena le è possibile si reca con piacere a vedere come proseguono i lavori. Nel corso delle sue visite, Franca Valeri incontra gli allievi, chiacchiera e si fa fotografare con loro.
Questa conversazione è avvenuta all’interno della scuola qualche giorno fa. Inevitabilmente, abbiamo cominciato con il debutto nel mondo dello spettacolo, che per Franca Valeri è avvenuto in modo per nulla tradizionale: «Per diventare attrice non ho fatto un percorso didattico canonico, ovvero non ho frequentato un’accademia; ma se dicessi che non credo in generale alle scuole direi una stupidaggine: le scuole possono aiutare ad apprendere la tecnica, che per ogni artista è fondamentale. La cosa più importante, però, è essere maestri di se stessi, perché per fare questo mestiere ci vuole una convinzione che nessuno può darti. Un caso esemplare, in questo senso, fu Alberto Sordi, al quale più volte venne detto che non aveva la faccia giusta per il cinema, ma che dopo tanto insistere si rivelò in tutto il suo talento, convincendo anche i più dubbiosi».
Scettici, inizialmente, furono anche i genitori di Franca: «I miei in principio non avevano accolto molto bene il mio desiderio di diventare attrice; mamma era convinta fossi portata e proprio per questo non diceva nulla – d’altra parte mi ha allevata facendomi suonare il piano e portandomi a vedere le opere alla Scala. Lasciava quindi che fosse mio padre a prendere posizione. E papà subito fu duro. Aveva paura che rimanessi delusa, ma quando ha visto quanto ero decisa si persuase a sostenermi».
Con “la signorina snob”, ribattezzata la “Cesira Manicure”, personaggio attraverso il quale la Valeri stigmatizzava i comportamenti ipocriti della borghesia milanese, arriva però molto in fretta il successo: «fu in quel momento che capii che la mia passione per la recitazione si era trasformata in un vero lavoro». Una professione che ha potuto crescere anche grazie alla grande collaborazione con Vittorio Caprioli e Alberto Bonucci, con i quali, alla fine degli anni Quaranta, fonda il Teatro dei Gobbi: «Credere nei propri progetti, collaborare con chi è al nostro livello, scambiandosi continuamente idee è molto importante. Eravamo tre amici e insieme abbiamo creduto in un’idea di teatro comico completamente diverso da quello che c’era all’epoca in Italia. In quegli anni si rideva soprattutto con la rivista: noi invece volevamo fare qualcosa di diverso. Certo, per farci apprezzare abbiamo dovuto esordire a Parigi, ma ne è valsa la pena. Quando siamo tornati in Italia, infatti, abbiamo avuto solo apprezzamenti. Ennio Flaiano e Alberto Arbasino erano i nostri più grandi estimatori. E poi c’era Silvio D’Amico, che mi aveva bocciata all’accademia e per ricompensarmi si prodigò in tutti i modi per aiutarci».
I ricordi di quell’inizio lontano sono moltissimi, talvolta si confondono, talvolta si affastellano, ma per la Valeri l’elemento che da sempre lega le diverse esperienze che contraddistinguono la sua carriera è «il grande divertimento nel fare le cose, la capacità di lasciarsi andare, qualcosa che non tutti gli attori sono capaci di conservare sempre». E parlando di inizi, di esordi, molti sono quelli celebri ai quali ha assistito: «Di attori che cominciavano questo duro mestiere ne ho visti molti. Devo dire però che chi mi ha colpito di più è stata Sofia Loren. Quando ho lavorato con lei per il film Il segno di Venere, di Dino Risi, faceva già cinema da qualche anno, ma era una specie di carta assorbente. Era avida di imparare e ricordo che ogni volta che le davo qualche consiglio lei mi rispondeva: “brava, c’hai ragione”. Si vedeva che ce l’avrebbe fatta, aveva umiltà e molta determinazione».
Per Franca la forza di volontà, unita alla proverbiale “arte di arrangiarsi”, era caratteristica di tutta un’epoca, quella del secondo dopoguerra, quando in Italia con grande difficoltà si riprendeva a vivere dopo il conflitto mondiale e i giovani di quegli anni, pur avendo molto poco, guardavano con grande positività al futuro: «Era un altro mondo, i ragazzi di quella generazione avevano conosciuto la fame, la misera, gli stenti della guerra, avevano imparato a cavarsela sempre, in ogni circostanza. Questa spinta, dovuta a una situazione estrema e anche ad altre ragioni storico-politiche è qualcosa che oggi come oggi è completamente assente e questo anche perché, secondo me, i ragazzi di adesso hanno una vita troppo facilitata: troppe le invenzioni tecnologiche che facilitano la vita e bloccano il cervello, poca la noia, che si sa, da sempre permette alla creatività di esprimersi». Ma come quasi sempre erano gli anti-eroi della commedia all’italiana – che Franca Valeri ha attraversato, in solitario, come unica donna per tutto il periodo d’oro di quel genere cinematografico – queste ultime generazioni sono state «vittime di chi prima di loro li ha privati in qualche modo del futuro, di chi li ha considerati delle nullità». Ma proprio per questo motivo Franca Valeri ha ritenuto giusto impegnarsi in questa scuola, e la sua presenza è un importante punto di riferimento per i ragazzi che la frequentano.
Foto di Giorgia Rascelli e Cristina Piersigilli
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